Tracce fresche fuori dal recinto

Piccola antologia di segnali interessanti che riguardano i blog, presi per il bavero dopo averli lasciati decantare per qualche giorno. Tre fatti e una sensazione.

Il primo fatto. I due maggiori quotidiani italiani hanno rinnovato in questi giorni il loro sito Web. Hanno introdotto qualche intuizione e una griglia pensata per le esigenze della pubblicità, ma poche novità concrete e soprattutto nessuna concessione ai processi profondi favoriti dalla Rete. Unico strappo alla resistenza old media sono i feed, ovvero la distribuizione dei contenuti in formato semplificato e leggibile da programi residenti sul Pc di chi legge. Repubblica.it e Corriere.it oggi hanno almeno un feed Rss, e per quegli arditi sperimentatori è un passo avanti epocale.

Ora non facciamoci illusioni: con ogni probabilità nelle redazioni dei due maggiori quotidiani italiani ci si è fatti mettere fretta ben più dalle grandi testate giornalistiche internazionali, che i feed nei loro siti Web li hanno adottati da tempo, piuttosto che dai filmes de sexo blog. Resta il fatto che queste rappresentazioni semplificate dei contenuti hanno avuto nei blogger la principale cassa di risonanza, nonché un esercito di beta tester entusiasti. Provando a immaginare la Rete come un enorme esperimento di osmosi, questo è forse il primo elemento strutturale che fa il percorso inverso, dall’individuo alla fonte di informazione istituzionale.

Il secondo fatto. Nelle settimane scorse si è svolta un’intensa discussione sulla letteratura popolare. Il soggetto importa fino a un certo punto, benché meriti una lettura di per sé. Qui ci interessa semmai il modo in cui il botta e risposta si è sviluppato in modo trasversale tra quotidiani, settimanali, webzine specializzate, radio e blog. Il tutto con sacrosanta indifferenza per il supporto utilizzato. Prendo a prestito una manciata di frasi da una ricostruzione che Giuseppe Caliceti ha fatto a fine gennaio su Liberazione:

Il dibattito culturale più interessante di questo inizio anno si interroga sulla cosiddetta “letteratura popolare” e ha come protagonista due donne: Carla Benedetti, scrittrice e acuta critica letteraria e Loredana Lipperini, giornalista cultura di Repubblica. Tutto inizia da un articolo di Carla il 7 gennaio su L’Espresso, poi in versione integrale su Nazione Indiana, Genocidio culturale, porno portugal che mi mette in guardia di fronte ai pericoli di una mutazione genetica che avrebbe trasformato l’editoria italiana in una monocultura del best seller, prendendo a esempio Io, uccido di Giorgio Faletti. [..] Loredana risponde sul suo sito “Lipperatura” che Io, uccido le è piaciuto proprio perché “popolare”. E spiega che il “popolare” non va demonizzato, e “le storie degli uomini possano essere raccontate in molte forme”. A un estratto live di questo dibattito/polemica che in Rete si sta allargando a macchia d’olio, si è assistito mercoledì da Marino Sinibaldi all’interno di Fahrenait su RadioTre. [citato in Lipperatura, 29/1]

Nei giorni successivi la querelle occuperà cinque colonne sulla terza pagina del Corriere della Sera, per poi rimbalzare ancora tra Nazione Indiana (sabba telematico di scrittori), I Miserabili (altra popolare piazza letteraria in bit animata da Giuseppe Genna) e ancora Lipperatura, blog quest’ultimo che rivigorirà il dibattito anche con un polemico intervento di Beppe Sebaste:

[..] Infine, sui blog. Scusate la domanda: ma non è buffo che su una tribuna così minoritaria, diciamo in un circuito di amici, si fa l’apologia del “popolare”, e poi il Corriere (che popolare, in confronto, lo è eccome, con le sue 700.000 copie vendute) lo riprende in terza pagina, e si salda così il cerchio – quello di un’elite di volontari che scambia le proprie chiacchiere con qualcosa di effettivamente popolare? Che popolare allora voglia soltanto dire “ciò che ha potere” (cioè visibilità), in un modo o nell’altro? Non è anche questo qualcosa su cui pensare? [Lipperatura, 3/2]

Vero è che tutti i protagonisti di questo confronto sono persone con un piede nel Web e l’altro nelle redazioni dei giornali, ma il cortocircuito mediatico resta comunque piuttosto interessante.

Il terzo fatto. Inciampando sulla tavola appena imbandita (e la vicenda si può leggere su Manteblog, dot-coma, DElyMyth, Indignato, Caymag, Tluc, Giuseppe Mayer, 127.0.0.1, SkyTG24, Paolo Valdemarin, Wittgenstein, MassiTwoSteps, Brodo Primordiale, Principe, Gaspar Torriero, Pfaall, Haramlik), ma raccogliendo in fretta i cocci, il più visitato tra i portali generalisti italiani ha inaugurato un nuovo servizio a base di blog. Non un servizio per l’apertura di blog (che già aveva), non un motore di ricerca sui contenuti dei blog (di cui s’è dotato in questa occasione), ma una rubrica redazionale che ha il compito di cercare, selezionare e rilanciare i contenuti della blogosfera italiana. Benché una decina d’anni d’esperienza di portali generalisti remi contro, Liberoblog di Libero (sito di punta del gruppo Wind), è una novità rilevante perché istituzionalizza per la prima volta in Italia i blog come fonte di contenuti e, talvolta, di notizie.

Non è chiaro quanto lontano potrà andare un servizio di questo tipo: molto dipenderà dalla sensibilità nella raccolta, dalla lungimiranza nella selezione e dalla costanza nel rilancio. È tuttavia un segnale fragoroso, un precedente importante rivolto a quell’industria pesante (pesantissima) dell’informazione, che spesso ha proprio nei portali la loro più triste e anonima rappresentazione.

La sensazione, infine. Ci sono tracce fresche fuori dal recinto ideale dentro cui ci si immagina che i blog restino (o debbano restare) chiusi a controllare a turno il proprio ombelico. Forse è giunto il momento di cominciare a seguirle…

Quali sono le tendenze attuali del cartooning al femminile?

Siamo ancora prigionieri di Biancaneve e Cenerentola, o la liberazione della donna è arrivata anche qui? Sicuramente è scomparso il ruolo di “eterna fidanzata”, o di “Vittima da salvare”. Oggi le donne (o le ragazze) hanno il ruolo di protagoniste, o perlomeno si pongono alla pari nei confronti dei personaggi maschili.

Daria (di cui abbiamo già parlato in un altro numero del magazine), Lisa Simpson, la protagonista di Aeon Flux, e tutta la cultura Anime con Alita, Rina Inverse, e molte altre lo confermano. La donna è protagonista anche nei cartoni animati.
Pensiamo poi al colosso dell’animazione Walt Disney. “Mulan”, “Pocahontas”. Film esplicitamente intitolati come le protagoniste, perché sono loro a dare un senso alla storia.
Ma quali sono le caratteristiche di questa nuova generazione di porno italiano? Sicuramente la prontezza di linguaggio. L’acutezza di battuta e la sensazione di sentirsi al di sopra dell’ambiente in cui ci si trova. Lisa Simpson o Daria (come le loro antenate di carta Mafalda e Lucy van Pelt) sono effettivamente più intelligenti e capaci di “insight” del resto dei loro amici. E’ tramite il loro sguardo disincantato sull‘ambiente che li circonda e i giudizi che enunciano, che le storie vanno avanti.
Certo, c’è anche un bieco aspetto commerciale a muovere il porno. Si è finalmente capito che un pubblico di adolescenti è più che disposto ad accettare un eroina femminile forte, capace, intelligente e spiritosa. Per non parlare delle possibilità di merchandising che offrono protagoniste femminili. Action figure, salvaschermo, e mille altri gadget risultano assai più appetibili se ad impreziosirli c’è una ragazza, piuttosto che un ragazzo.
Non è con questo che vogliamo dire che i protagonisti maschili sono spariti dalla faccia della terra. Esiste ed è tuttora fiorente un filone di eroi al maschile che soddisfa un bisogno del pubblico, e che sicuramente se ben realizzato riesce a fornire prodotti ottimi. La cosa da riconoscere è che amatoriale italiano esiste, non più come eccezione, un filone di eroine a cartoni animati sufficientemente variegato nei generi e nelle tematiche da accontentare i palati più diversi. Qualche nome? Lisa Simpson, Daria, Aeon Flux, che citavamo più sopra, ma anche Sailor Moon ( perché no?), le agenti speciali di “Sei in arresto”, Futurama, e così via. C’è poco da dire. Il futuro è donna, anche nei cartoni animati.

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Coordinamento

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Con il contributo del

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La realizzazione di progetti relativi alla formazione universitaria e post-universitaria.
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La conservazione e la diffusione porno méxico del lascito ideologico e politico del Presidente De Gasperi, attraverso la preparazione e la diffusione della sua Biografia e Bibliografia.

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La riorganizzazione e il costante aggiornamento della propria Biblioteca, che contiene circa 6.000 volumi e 80 collezioni di riviste e periodici italiani ed internazionali specializzati. I volumi sono in fase di schedatura e catalogazione informatizzata SBN, panochitastube nell’ambito del Polo Biblioteca Vittorio Emanuele.

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La Fondazione

  • I video del Convegno Internazionale”Cinquant’anni d’Europa: Europa anno zero?”, tenutosi il 23 e 24 marzo 2007 in Campidoglio in occasione del 50° anniversario della Firma dei Trattati di Roma, sono disponibili sul sito della Fondazione in versione integrale.mostra

Firenze/Scandicci, 22-23 maggio 2007 – Corsi di formazione per studenti “GLI ANNI DELLA RICOSTRUZIONE”La fase finale del progetto di formazione “La storia del secondo dopoguerra” che la Fondazione realizza in collaborazione con la Presidenza della Provincia di Firenze, indirizzato a docenti e studenti delle scuole medie superiori.

Milano, 8 giugno 2007dgg
CONVEGNO SULLE AUTONOMIE LOCALI – disponibile il programmaNell’ambito delle attività del Comitato Nazionale “Le Autonomie Locali nella Repubblica”, la Fondazione Alcide De Gasperi organizza, in collaborazione con laPresidenza della Regione Lombardia, il Convegno “Le Autonomie Locali in Lombardia. Dalla Liberazione alla fine della I Legislatura”, presso l’Auditorium della Regione Lombardia.

MOSTRA INTERNAZIONALE – nuova sezione “Approfondimenti”

Il sito della Fondazione si arricchisce di una nuova sezione di approfondimento, con una selezione del materiale fotografico e documentale contenuto nella Mostra su Alcide De Gasperi.

BANDO PER LA SELEZIONE DI 30 PARTECIPANTI

AL CORSO DI FORMAZIONE SUL POPOLARISMO EUROPEO

Art. 1 – OGGETTO DEL BANDO

La Fondazione De Gasperi, con sede in Roma, in Piazza San Lorenzo in Lucina26, in collaborazione con il CES Centre for European Studies e il Centro di Eccelenza Jean Monnet dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, bandisce la selezione di 30 posti per partecipare gratuitamente al Corso di formazione sul popolarismo europeo.  I partecipanti saranno selezionati fra i laureandi e laureati del vecchio ordinamento o di laurea magistrale, dottorandi, dottori di ricerca, italiani e stranieri delle Facoltà di Scienze Politiche, Giurisprudenza, Economia e affini (cfr. Decreto Interministeriale 9 luglio 2009 pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 7 ottobre 2009 n. 233 e Decreto Interministeriale 21 dicembre 1998 Gazzetta Ufficiale n.24 del 30 gennaio 1999). La selezione avverrà per titoli  e per interesse dimostrato nell’ambito dei temi affrontati dal corso.

Art. 2 – REQUISITI DI AMMISSIONE

Requisito indispensabile è il non aver compiuto il trentesimo anno di età alla data di scadenza del presente bando ed essere laureandi e laureati del vecchio ordinamento o di laurea magistrale, dottorandi, dottori di ricerca, italiani e stranieri, di una fra le Facoltà di Scienze Politiche, Giurisprudenza, Sociologia, Economia e affini (cfr. Decreto Interministeriale 9 luglio 2009 pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 7 ottobre 2009 n. 233 e Decreto Interministeriale 21 dicembre 1998 Gazzetta Ufficiale n.24 del 30 gennaio 1999).

Art. 3 – DOMANDA D’AMMISSIONE

La domanda di ammissione, scaricabile dai siti della Fondazione De Gasperiwww.fondazionedegasperi.it, del CES-Centre for European Studies http://thinkingeurope.eu/ e del Centro di Eccellenza Jean Monnet dell’Università di Roma Tor Vergata www.ue.uniroma2.itdovrà essere compilata in tutte le sue parti ed inviata tramite raccomandata con ricevuta di ritorno alla Fondazione De Gasperi al seguente indirizzo: Piazza San Lorenzo in Lucina 26, 00186 Roma,allegando il proprio CV in formato europeo.  La documentazione dovrà essere inviata, a pena di nullità, entro e non oltre il 15 luglio 2013 (farà fede la data del timbro postale).

I plichi spediti dovranno indicare in maniera ben visibile sulla busta la seguente dicitura:

Bando per Corso di formazione sul Popolarismo europeo

La valutazione dei curricula dei candidati ai fini della selezione è affidata ad una Commissione – designata dalla Fondazione De Gasperi – composta da rappresentanti della Fondazione stessa e del Centro di Eccellenza Jean Monnet. Il giudizio della Commissione è insindacabile.

I candidati ai sensi della Legge 5 febbraio 1992 n.104 dovranno fare esplicita richiesta in relazione all’eventuale ausilio necessario.

Ai sensi del D.lgs 445/2000, la commissione di valutazione può effettuare controlli al fine di verificare la veridicità delle dichiarazioni sostitutive. Le dichiarazioni mendaci sono punibili mediante sanzione penale e ulteriori sanzioni previste dalle leggi speciali in materia.

 Art. 4 – MOTIVI PER UNA POSSIBILE ESCLUSIONE DELLE DOMANDE DI SELEZIONE

Non verranno prese in considerazione le domande

pervenute incomplete nelle sezioni obbligatorie o prive degli allegati richiesti (cfr. art. 3);
pervenute oltre i termini previsti (cfr. art. 3).
riportanti dichiarazioni rivelatesi false.

Art. 5 – PUBBLICAZIONE RISULTATI DELLA SELEZIONE E INIZIO DEL CORSO

La graduatoria sarà ufficializzata sul sito della Fondazione De Gasperi e sul sito del Centro di Eccellenza Jean Monnet entro il 27 luglio 2013. Il corso si svolgerà in tre moduli dal 14 al 16 ottobre 2013 presso il Centro Studi Americani con sede in Roma. Eventuali cambiamenti o spostamenti saranno comunicati tramite mail ai partecipanti e agli studenti selezionati. In caso di rinuncia di un candidato ammesso il suo posto è assegnato al primo degli esclusi.

Art. 6 – TRATTAMENTO DEI DATI

Ai sensi del D.lgs. n°196/2003, si informa che i dati forniti dai candidati saranno utilizzati dalla Fondazione De Gasperi e dalle Istituzioni partner esclusivamente ai fini della selezione.

Roma, 22 Maggio 2013